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Fondata nel 1953 da Sergio Corucci, la Compagnia – ironia della sorte – si chiamava “Internazionale” fino ad una tournèe estera nella quale il pubblico decise di denominarla “Italiana” per complimentarsi di quel particolare mood che rendeva uniche le sue messinscene.
Da allora a oggi sono passati decenni. E ha addirittura 111 anni lo spettacolo fissato nella Stagione Artistica del “Mandanici”, quella “Vedova allegra” che, grazie alla regia del maestro Flavio Trevisan, diventa racconto ironico e attualissimo. “Cosa c’è di più attuale di crisi economiche, scherzi pesanti e tresche amorose?”, si chiede sorridendo Bogliolo. Per poi sottolineare che “questa versione dell’operetta per eccellenza è capace di tenere insieme i valori del genere, tutto rigorosamente live, musica canto danza, con i ritmi e le emozioni del presente, così che risulta uno spettacolo straordinariamente frizzante e giovane, con un grande cast di interpreti”.
E il cast è davvero grande. Ventotto artisti in scena, tra attori, cantanti, ballerini e orchestra. E quasi altrettanti dietro le quinte dove lo show è particolarmente impegnativo a causa del continuo cambio di atmosfere, di luci, di scenografie e di costumi.
Una “macchina spettacolare” che la “Compagnia Italiana di Operette” ha scelto per sperimentare una “svolta”. “Il genere sembrava considerato datato. La concorrenza era ed è fortissima. Con la nostra ‘Vedova’ ci siamo incamminati per un percorso innovativo, così da ‘conquistare’ pubblico nuovo e giovane e per ‘riconquistare’ gli spettatori che si erano disabituati”. I numeri hanno dato ragione a questa impresa. “La Vedova Allegra” della “Compagnia Italiana di Operette” è continuamente rappresentata, da nord a sud, in teatri di tutti i tipi, e ogni volta il pubblico esce soddisfatto.
A proposito di pubblico – conclude Bogliolo – “mi viene in mente quanto siano sempre stati sentiti e fondati i commenti dei nostri spettatori siciliani. Per esempio a Noto ci fu lo spettatore che, tra le mille ‘attrazioni’ di cui è composta l’operetta, venne a dirmi quanto gli era piaciuto l’arrangiamento delle parti riservate agli ottoni. Oppure, sempre in Sicilia, c’è stato lo spettatore che ci aspettò all’uscita perché voleva conoscere le nostre costumiste e far loro i propri complimenti. Ecco, al ‘Teatro Mandanici’, diretto sapientemente da Sergio Maifredi e gestito da un Comune che con il suo sindaco Roberto Materia ha avuto l’illuminante volontà di investire sulla cultura, ci aspettiamo un pubblico così. Un pubblico pronto e attento. Un pubblico che saremo capaci di stupire”.
Si ringrazia per la preziosa collaborazione
Info e contatti stampa: Iria Cogliani | 329 8346593 | cogliani.itam@gmail.com
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